Stritolati tra gli ingranaggi di una burocrazia spietata, cieca, naufragati tra regolamenti, piani regolatori, norme, codicilli e cavilli edilizi sconosciuti talvolta anche agli addetti del settore, anelli debilissimi, oggi flebili, di una catena di incurie, di letture controverse delle norme. Sono tanti i cittadini italiani esposti agli uragani che spazzano i sogni e i sacrifici di una vita: coloro che incorrono nella disavventura di acquistare un appartamento che poi si rivela una trappola mortale, nel vero senso del termine, che per un fallimento di una cooperativa, per una norma edilizia nascosta tra le pieghe dei codici, si trova sul lastrico dall'oggi al domani, dopo aver contratto magari un mutuo, dopo aver faticosamente pagato le rate. Essi sono cittadini come tutti noi, famiglie di lavoratori, non certo nababbi, dimenticati, ignorati dalla politica arrogante.
Le 117 famiglie di Riano rischiano di perdere tutto, di perdere la casa, i denari esborsati per acquistarla, le somme ancora dovute allo strozzinaggio legalizzato delle banche, qualcuno ha già perso la vita sulla vicenda e solo loro pagheranno :
"Infatti, il 10 dicembre 2008, la Procura di Tivoli ha proceduto ad un imponente sequestro di tutte le abitazioni che erano state edificate in zona agricola con concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Riano secondo le previsioni del Piano Regolatore Generale, approvato dalla Regione Lazio, tra il 2000 ed il 2001 per l’edificazione di borghetti agricoli. I notai ovviamente hanno accertato la regolarità tecnica dell’acquisto e hanno stilato il rogito. Oggi, a dieci anni di distanza si scopre che il Comune non avrebbe dovuto rilasciare le licenze e i costruttori non avrebbero dovuto edificare e vendere le villette. Nel PGR di Riano non erano richieste determinate qualità soggettive per il rilascio delle concessioni. La responsabilità in queste situazioni ricade sempre nella parte più debole della catena e quindi nel cittadino. Ma da quando un normale cittadino deve essere esperto in materia urbanistica tale da essere in grado di effettuare il controllo della conformità del proprio titolo abilitativo allo strumento urbanistico comunale? E perché la magistratura non ha proceduto al sequestro subito dopo il deposito della consulenza tecnica richiesta nel 2004, impedendo così l’ultimazione di molte delle 117 case oggetto dell’indagine?"
Non pagherà l'amministrazione comunale che ha rilasciato le debite licenze, errando. Non pagherà il notaio che con il rilascio dei rogiti ha sanzionato la validità del rispetto normativo, come è suo preciso dovere, ma troppo spesso omesso nel rogare meccanicamente atti. Non pagherà un giudice miope, senza alcun sentimento umano. Non pagherà il comandante dei vigili responsabile del procedimento amministrativo e dei controlli. Non pagheranno gli estensori del piano regolatore. Non pagheranno i funzionari regionali preposti alla supervisione dei PRG.
Pagheranno solamente cittadini comuni, non certo possessori di seconde case. Questi cittadini non annoverano nel patrimonio Sette ville, residenze faraoniche, televisioni, giornali, mogli, amanti, imperi bancario-assicurativi. Sono cittadini che pagheranno solo loro, senza l'auslio di leggi ad personam. Possibile che nel rincorrersi affannoso di leggi personali, di tentativi di sottrarsi al giusto giudizio della magistratura, non si trovi il tempo per fornire regole certe, norme comprensibili, vie di uscita a chi ha voluto, tentato, inseguito e raggiunto il piccolo desiderio di vivere uìin una casa di piccola proprietà. Quello che succede alle 117 famiglie di Riano, accade ogni giorno nel rimanente di questo porco paese, senza che uno straccio di pagliaccio politico venga loro in soccorso. Quello che accade a Riano può succedere a ognuno di noi. Non dimentichiamo.












