mercoledì 25 novembre 2009

Tra tanti disegni di leggi ad personam, perchè non viene varato un provvedimento a tutela di certi cittadini più deboli?

Stritolati tra gli ingranaggi di una burocrazia spietata, cieca, naufragati tra regolamenti, piani regolatori, norme, codicilli e cavilli edilizi sconosciuti talvolta anche agli addetti del settore, anelli debilissimi, oggi flebili, di una catena di incurie, di letture controverse delle norme. Sono tanti i cittadini italiani esposti agli uragani che spazzano i sogni e i sacrifici di una vita: coloro che incorrono nella disavventura di acquistare un appartamento che poi si rivela una trappola mortale, nel vero senso del termine, che per un fallimento di una cooperativa, per una norma edilizia nascosta tra le pieghe dei codici, si trova sul lastrico dall'oggi al domani, dopo aver contratto magari un mutuo, dopo aver faticosamente pagato le rate. Essi sono cittadini come tutti noi, famiglie di lavoratori, non certo nababbi, dimenticati, ignorati dalla politica arrogante.

Le 117 famiglie di Riano rischiano di perdere tutto, di perdere la casa, i denari esborsati per acquistarla, le somme ancora dovute allo strozzinaggio legalizzato delle banche, qualcuno ha già perso la vita sulla vicenda e solo loro pagheranno :

"Infatti, il 10 dicembre 2008, la Procura di Tivoli ha proceduto ad un imponente sequestro di tutte le abitazioni che erano state edificate in zona agricola con concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Riano secondo le previsioni del Piano Regolatore Generale, approvato dalla Regione Lazio, tra il 2000 ed il 2001 per l’edificazione di borghetti agricoli. I notai ovviamente hanno accertato la regolarità tecnica dell’acquisto e hanno stilato il rogito. Oggi, a dieci anni di distanza si scopre che il Comune non avrebbe dovuto rilasciare le licenze e i costruttori non avrebbero dovuto edificare e vendere le villette. Nel PGR di Riano non erano richieste determinate qualità soggettive per il rilascio delle concessioni. La responsabilità in queste situazioni ricade sempre nella parte più debole della catena e quindi nel cittadino. Ma da quando un normale cittadino deve essere esperto in materia urbanistica tale da essere in grado di effettuare il controllo della conformità del proprio titolo abilitativo allo strumento urbanistico comunale? E perché la magistratura non ha proceduto al sequestro subito dopo il deposito della consulenza tecnica richiesta nel 2004, impedendo così l’ultimazione di molte delle 117 case oggetto dell’indagine?"

Non pagherà l'amministrazione comunale che ha rilasciato le debite licenze, errando. Non pagherà il notaio che con il rilascio dei rogiti ha sanzionato la validità del rispetto normativo, come è suo preciso dovere, ma troppo spesso omesso nel rogare meccanicamente atti. Non pagherà un giudice miope, senza alcun sentimento umano. Non pagherà il comandante dei vigili responsabile del procedimento amministrativo e dei controlli. Non pagheranno gli estensori del piano regolatore. Non pagheranno i funzionari regionali preposti alla supervisione dei PRG.


Pagheranno solamente cittadini comuni, non certo possessori di seconde case. Questi cittadini  non annoverano nel patrimonio Sette ville, residenze faraoniche, televisioni, giornali, mogli, amanti, imperi bancario-assicurativi. Sono cittadini che pagheranno solo loro, senza l'auslio di leggi ad personam. Possibile che nel rincorrersi affannoso di leggi personali, di tentativi di sottrarsi al giusto giudizio della magistratura, non si trovi il tempo per fornire regole certe, norme comprensibili, vie di uscita a chi ha voluto, tentato, inseguito e raggiunto il piccolo desiderio di vivere uìin una casa di piccola proprietà. Quello che succede alle 117 famiglie di Riano, accade ogni giorno nel rimanente di questo porco paese, senza che uno straccio di pagliaccio politico venga loro in soccorso. Quello che accade a Riano può succedere a ognuno di noi. Non dimentichiamo.



lunedì 16 novembre 2009

Aderiamo tutti al No Berlusconi Day. Il 5 dicembre in piazza per dire basta.

Finalmente una manifestazione nata dal basso, dal popolo della rete, un progetto di base unitario non proposto dai ricchi media, ma da chi vuol dire basta a questo stato di cose, al regime del cavaliere, alle imposizioni del PDL e della Lega, senza la mediazioni di caste, castine e castelle, ma sorto per iniziativa popolare.

Questo blog aderisce al No Berlusconi Day previsto nella giornata del 5 dicembre 2009. Invito gli altri blogger sensibili all'argomento a fare la stessa cosa.

Il Manifesto del movimento sorto si internete è questo:  
"A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi e riteniamo che il finto “Fair Play” di alcuni settori dell’opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia del quale risponderanno, eventualmente, davanti agli elettori. Quello che sappiamo è che Berlusconi costituisce una gravissima anomalia nel quadro delle democrazie occidentali -come ribadito in questi giorni dalla stampa estera ce definisce la nostra “una dittatura”- e che lì non dovrebbe starci, anzi lì non sarebbe nemmeno dovuto arrivarci: cosa che peraltro sa benissimo anche lui e infatti forza leggi e Costituzione come nel caso dell’ex Lodo Alfano e si appresta a compiere una ulteriore stretta autoritaria come dimostrano i suoi ultimi proclami di Benevento.
Non possiamo più rimanere inerti di fronte alle iniziative di un uomo che tiene il Paese in ostaggio da oltre15 anni e la cui concezione proprietaria dello Stato lo rende ostile verso ogni forma di libera espressione come testimoniano gli attacchi selvaggi alla stampa libera, alla satira, alla Rete degli ultimi mesi. Non possiamo più rimanere inerti di fronte alla spregiudicatezza di un uomo su cui gravano le pesanti ombre di un recente passato legato alla ferocia mafiosa, dei suoi rapporti con mafiosi del calibro di Vittorio Mangano o di condannati per concorso esterno in associazione mafiosa come Marcello dell'Utri.
Per aderire alla manifestazione, comunicare o proporre iniziative locali e nazionali di sostegno o contattare il comitato potete scrivere all’indirizzo e-mail: noberlusconiday@hotmail.



giovedì 5 novembre 2009

La dove regna il Caos

Esiste una zona grigia, un cono d'ombra, in questi giorni dove non si riesce a distinguere bene ciò che accade. Le notizie sono contrastanti, la comunità scientifica non è univoca, ma si spacca, le istituzioni, nonostante avesse tutto il tempo per predisporre piani accurati sono allo sbando inermi, intente solo a rassicurare verbalmente la popolazione, il governo scarica la respnsabilità sulle regioni e nel contempo cerca di tutelarsi legalmente, le case farmaceutiche si arriscono a dismisura, sempre sulla pelle del cittadino, che vaga, sperduto, tra le nebbie di una cattiva informazione centrale, tra l'inettitudine di un organo centrale posto la, dove regna eterno il caos.

Parliamo della pandemia di H1N1, di morti che vengono snocciolati da un sottosegretario come statistiche previste, come aridi numeri senza senso per chi vuole solamente garantire l'immagine di una compagine impresentabile, persone morte per l'incuria altrui. Parliamo di vaccini, comunque pericolosi per la salute, non giunti a destinazione, di soggetti a rischio lasciati allo sbando di sé stessi, senza informazione. Parliamo di persone sofferenti di patologie a rischio che dovrebbero essere avvisate, informate, curate e assistite dallo Stato, quello con la S maiuscola, non il governo di Pulcinella attuale.

E siamo solo a novembre, ogni giorno vengono mietute vittime, le scuole si svuotano e l'epidemia avanza inesorabilmente. Certo, cosa vuoi che sia, sono morti ininfluenti, è più importante che siano morti con il crocifisso nelle aule, pagando così la mano morta dovuta alla chiesa e all'elettorato cattolico, è più importante farsi inquadrare dalle telecamere, che pensare a un'emergenza che può colpire ciascuno di noi, inermi cittadini in mano a irresponsabili. Ha maggiore importanza riformare gli apparati statali nemici, denunciare i sentimenti avversi di odio dell'opposizione, è più importante il personalimo che la collettività.

E noi vaghiamo la, dove regna il Caos, la Morte, l'Irresponsabilità.


lunedì 26 ottobre 2009

Razzismo, una malattia che colpisce il nord, ma romp' o cazz' o sud del mondo


Una macchina perfetta quella dei respingimenti, come perfetta era l'organizzazione delle SS naziste. Una coordinazione tra Italia, Libia e Malta, un'Asse del secondo millennio, animato dal razzismo, dalla paura del diverso che è ributtante, sia nel senso che rivolta lo stomaco, sia nel senso che ributta in mare i migranti.

Ebbene, questa macchina perfetta ha consentito che 200 esseri umani, stipati su un barcone, siano rimasti giorni in balia della tempesta nel Canale di Sicilia, senza che nessuno dei componenti della Triplice Alleanza si muovesse, né l'alleato libico, né il repingente italiano, né il menefreghista maltese.

La politica dei respingimenti, caro ministro Maroni, è solo propaganda. E' facile snocciolare dati statistici sulla sicurezza, che rimangono solo freddi dati piegati all'esigenze di un regime, aridi, che rispecchiano affatto la realtà del paese. In luogo di costruire catttedrali nucleari nel deserto e ponti di malaffare, non sarebbe meglio investire tali somme in infrastrutture a beneficio dei paesi che non partecipano alla globalizzazione. Un mondo globale creato a senso unico dall'occidente, solo per smerciare i propri infimi prodotti.

Non dobbiamo dimenticare che i migranti respinti vengono rinchiusi nei lager di Gheddafi, le donne violentate, tutti derubati e spesso uccisi, morti dimenticati. Non dimentichiamo che abbiamo un criminale come alleato, non cancelliamo che neghiamo l'asilo a chi ne ha pieno titolo e diritto, in dispetto delle convenzioni ONU. Non dimentichiamo i respinti sull'onda di altri accadimenti.

martedì 20 ottobre 2009

La sagra delle pinocchiate governative: Giuliocchio, la fata Maria Stella e le minacce del Gatto e della Volpe

Un governo da Collodi, senza essere una favola, ma un'incubo, un governo che racconta favole, le mette in atto maliziosamente, ma non pone in essere i suoi atti ufficiali è un governo che non ha diritto di cittadinanza, inganna il popolo, nasconde la verità, crea prove artefatte, scientificamente, sistematicamente, in maniera organizzata, questo è un governo che si dovrebbe dimettere. Pochi ma significativi esempi.

Mary Star Gelmini, la nemesi dell'Istruzione Pubblica, ormai divenuta in maniera famigerata Distruzione Pubblica, pubblicò lo scorso anno un bando, denominato Bando Firb, con il quale bluffava sul voler favorire il ricambio generazionale nella ricerca. Ci sarebbero da fare opportune valutazioni di illeggittimità e incostituzionalità di tale bando, discriminatorio rispetto all'età indicata in 32 anni per i dottori di ricerca e 38 per docenti inseriti nelle strutture, cosa che consapevolmente taglia fuori dalla partecipazione una gran fetta di categorie pseudo-beneficiate, essendo la maggioranza dei soggetti pseudo-fruitori superiori a quell'età per via di un sistema accademico perverso, alimentato dall'attuazione della riforma precedente, fortemente voluta e sbagliata da Berlusconi e da Letizia Moratti, su fondamenta di un precedente disegno di legge Berlinguer. Questo bando è una beffa, una burla e una truffa: Mary Star, o meglio chi tira le sue fila, per lenire i tagli paurosi e sproporzionati portati all'Università italiana (ogg letteralmente in ginocchio), ha pensato di addolcire la pillola confinti finanziamenti a progetti di ricerca. La chiusura del bando era prevista "entro le ore 17.00 del 27 febbraio 2009", mentre "la procedura di valutazione si conclude entro 180 giorni dalla data di scadenza del bando". Il termine è passato, ma nessun progetto è stato finanziato, tanto, chi va a controllare?

Lo Scudo (Crociato) Fiscale, secondo il superministro delle finanze esauste, dovrebbe essere immune dal rientro di capitali illegali. Niente di più errato. Circolano tra le banche alcune disposizioni interne che invitano le sedi centrali e le filiali a non divulgare l'identità di coloro che riportano i loro ingenti capitali dall'estero e dai paradisi fiscali, un anonimato garantito insomma. Ma anche se così non fosse, voi pensate che un camorrista, magari di nome "Sandokan", oppure "Ciccioto e' mezzanotte", ipoteticamente farebbe rientrare i frutti dell'illegalità con il proprio nome e cognome? Macchè, le mafie sono ormai holding finanziarie, imperi a capitale SPA. Ma lo Scudo Fiscale agevola non solo chi riporta i capitali in Italia, ma anche, e ancor di più, chi tali capitali li investe in attività produttive in debito di ossigeno. Di bene in meglio! Così le mafie possono ripulire i proventi dell'illegalità e centrifugarli per bene, acquisendo magari il controllo di aziende a capitale privato estranee alle organizzazioni criminale e inserite nel tessuto produttivo nazionale. Complimenti!

A volte tornano, a volte resuscitano le Brigate Rosse, a volte invece fanno finta di tornare. Con una puntualità impressionante viene consegnato un volantino con minacce di morte a Berlusconi, Bossi e Fini, firmato dalle “Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente”. A tale documento viene dato scarsissimo peso da Gianfranco Fini, mentre altri personaggi politici e di governo colgono al volo l'occasione per invocare misure urgenti. Che sia una bufala mal costruita l'hanno notato in parecchi, ma scommettiamo che questo è un preludio per la promulgazione di leggi restrittive, da cui non sarà esente neanche la rete? La storia passata della repubblica ha insegnato che il cammino della verità è disseminato di documenti falsi, depistaggi, insabbiamenti e attentati strumentali alle mire di alcune "lobbies" o intenti governativi, strette in senso fascista. Speriamo che non accada di nuovo, anche se tutti i segnali indicano una svolta clamorosa. Leggei fascistissime in arrivo?

....e tutti vissero infelici e soggiogati....



venerdì 16 ottobre 2009

La chiusura di un blog è sempre una sconfitta, per la democrazia, per la libertà di espressione

"Per il mio blog, il Vaso di Pandora il viaggio finisce qui. E' triste ammetterlo ma non vale la pena spendersi. I blogger criticano i politici, la mancanza di Etica ma in definitiva si comportano in maniera funzionale al sistema. Sì, sono delusa! Delusa la l'assoluta mancanza di solidarietà concreta che ho dovuto constatare in questi lunghi mesi. Sono stata offesa, calunniata, minacciata, diffamata, nell'esercizio della mia libertà di espressione, eppure non una sola dimostrazione di solidarietà da parte della blogosfera. La mia faccenda è stata liquidata come "faccende private e personali". Molto dei miei contatti continuano ad avere a che fare con i miei diffamatori. A lungo ho fatto in modo che la cosa non mi riguardasse, eppure sono stata sempre contattata per richieste di aiuto, ma quando sono stata io a chiedere aiuto si è fatto il vuoto. L'unico che ha dimostrato vera amicizia è Giuseppe Tosques. Oramai non riesco nemmeno più a scrivere. Ogni cosa che faccio è oggetto di calunnia e diffamazione. Troll e fake mi perseguitano e mi rendono impossibile la vita nel web. Ovunque. E nessuno è stato in grado di percepire la gravità della cosa. La morte de Il Vaso di Pandora non è solo una mia sconfitta, ma è anche una vostra sconfitta.  Era quello che volevano ottenere e grazie al silenzio, grazie alla mancanza di solidarietà è accaduto. Una voce se ne va... nel coro la mancanza non si avvertirà, ma che senso ha distribuire solidarietà a destra e manca e poi essere ciechi verso le persone che ci sono vicine?  Minacce, diffamazioni, calunnie, uso dei miei dati sensibili e delle mie foto hanno portato al mio silenzio. Mi hanno tappato la bocca e a farlo sono stati proprio coloro che si spacciano per gente di sinistra. Se questi sono i sistemi utilizzati dalla gente di sinistra, allora la politica è morta. Cosa aggiungere? Vi auguro buon viaggio. Il mio si ferma qui. L'intento era cacciarmi dal web... sono rimasta da sola e ci sono riusciti."

La chiusura di un blog è sempre una sconfitta, per la democrazia, per la libertà di espressione, da qualunque parte stia, qualunque idea esprima. E' un rammarico vedere che il Vaso di Pandora chiude per attacchi personali, per questioni forse extra-politiche. Questa penosa vicenda denuncia chiaramente un degrado culturale ed intellettuale che affligge la rete, come un virus, quel medesimo virus razzista e xenofbo che corrode la nostra malata società. Personalmente esprimo la massima solidarietà a Tisbe e la invito a riflettere, a ripensarci, a tornare sui suoi passi, con rinnovato impegno.


lunedì 12 ottobre 2009

Ma che bel populismo, madama Santanche', ma che bel populismo...

Galera, galera, galera!!!! Questa l'ossessione di Daniela Santanche', l'elemento basilare che la conduce ad essere integralista negli atteggiamenti plateali, nelle frasi ad effetto da distribuire in pillole di semplicità, come propaganda per gli allocchi, per coloro che si fanno pensare addosso senza porsi minimamente un problema critico, senza porsi domande fondanti, riflessioni serie e concrete, oggettive. La Santanchè è impregnata di populismo superficiale, gretto, opaco. In maniera proporzionale al suo populismo denso di intolleranza che cresce ogni dì, in egual maniera si allungano gli orli delle sue gonne e si obnubila la sua capacità di elaborare concetti di senso compiuto. Da mini vertiginose passa gradualmente a gonne sotto il ginocchio, presto arriverà a velarsi, portare il burqa che lei combatte, raggranellando invero magre figure.

Galera, Galera, galera!!! Cosi' si ficca sempre di più nelle gabbie mentali, nel sole a scacchi delle sue capacità neuronali, impossibilitata a distinguere, nella sua crociata anti-tutto, tra un episodio e un altro, tra una variabile di un accadimento e una costante di un altro fatto.  L'ennesima figura barbina l'ha rimediata con il caso Polansky, inevitabilmente politicizzato in una società incancrenita negli aspetti culturali e sociologici. Galera a vita per Polansky ha decretato la nazional-popolare deputata, senza tuttavia riflettere adeguatamente sulle implicazioni sottese alla vicenda. Posto che è giusto un giudizio in tribunale per il regista, la Daniela nazionale non ha minimamente considerato una serie di attenuanti, quali la compiacenza dei genitori della vittima, che la hanno praticamente venduta, la dichiarazione di discolpa di quest'ultima, le vicende biografiche devastanti subite dal regista. No, pensieri troppo complessi questi per permettere un ragionamento serio.

Galera, galera, galera, per tutti indistantamente!!! Ahimè queste asserzioni apodittiche della Santanchè' fanno presa diretta sui quanti hanno patito torti giudiziari, sempre troppi, tra quanti appiccicati allo schermo televisivo pendono dalle labbra di questi politici da scampagnata fuori porta, che accrocchiano due frasi generiche. Qui nasce il populismo di basso rango, la risposta confezionata per quanti non hanno alcuna intenzione di aprire discussioni problematiche, avulsi alla critica, ma aperti a recepire messaggi convenzionali di partica attuazione consolatorio: se la Daniela dice galera, assiomaticamente abbiamo conquistato la sicurezza.